Sant'Antonio Di Mavignola, Italia

Un'escursione lungo il sentiero Orsi , Italia

30 Marzo 2010

Era il 27 agosto 2006, mi trovavo a Sant'Antonio di Mavignola in vacanza, come tutti gli anni. Con i miei amici decidemmeo che quel giorno avremmo dovuto fare un'escursione lungo il sentiero Orsi per giungere al Rifugio Pedrotti-Tosa nelle vicinanze della Bocca di Brenta a quota 2559 mt.

Dalle ore 6 del mattino la giornata si presentò subito eccellente, niente nuvole, sole spettacolare ed una neve fresca presso il rifugio del Grosté a quota 2400 mt, da cui partì la nostra escursione. In un'ora circa, giungemmo, senza alcuna difficoltà, presso il rifugio Tuckett a quota 2282 mt.

La giornata era ancora bella, erano le 9.30. Bevemmo un bel thé caldo e mangiammo una bella cioccolata per ricaricarci di energie per la prossima tappa, la Bocca di Tuckett, un'ora e mezza circa a quota 2680 mt. Giunti presso la vedretta omonima iniziammo con qualche difficoltà ad affrontarla per poi arrivare fino alla boca dove il sentiero prende da qui 3 diverse direzioni, noi seguimmo quella del sentiero Orsi.

Il cielo si fece minaccioso tutto ad un tratto e di fronte a noi la nebbia irta che non ci faceva vedere il percoso a piu' di un metro.Scendemmo per la stretto percorso attrezzzato con fune metallica, la temperatura improvvisamente era scesa di 9 gradi, rispetto ai 18 di un'ora prima; superato il primo tratto attrezzato giungemmo su un fresco nevaio da cui iniziò una nuova tappa.

Lungo il percorso, reso non molto piacevole dalla fitta nebbia arrivammo presso un bivio che segnalava la possibilità di seguire un ulteriore sentiero; sotto di noi avremmo dovuto osservare il lago di Molveno ma tutto ciò ci è stato impossibilitato dalla foschia che ormai era con noi nella nostra marcia.

Proseguimmo fino ad arrivare al passaggio piu' delicato di tutto il percorso, 35 mt di traversata di una cengia espostissima, con fune metallica; afferrai la fune, non avevo l'imbragatuira con me, quindi non ero in sicurezza, il freddo in quel momento era pungente, ma nonostante ciò, decisi di affrontare quel tratto molto esposto e pericoloso; sotto di noi era il vuoto piu' totale, 450 mt di burrone con parete verticale che significava morire se fossimo caduti.

Ci trovavamo sotto lo Spallone dei Massodi ad un passo dal Campanil Basso che per un breve tratto abbiamo potuto scorgere all'aprirsi delle nuvole. Ecco che il pericolo piu' grande era ormai di fronte a noi, un breve tratto dove il sentiero era praticamente divenuto un paio di piccole zolle rimaste attaccate alle rocce, era tutto franato e non c'erano corde ne appigli dove reggersi.

Provai, dopo che passò uno dei miei amici, ad attraversarlo per poter di nuovo calpestare il tratto transitabile. Ero rimasto attaccato ad una pietra come se fossi l'uomo ragno, mi stavo pisciando sotto dalla paura e dal freddo, mai provata una sensazione del genere, eppure con un pizzico di coraggio e l'aiuto dei ragazzi riuscii a superare quell'ostacolo che sarebbe diventuo il capolinea della mia escursione.

Dopo di me anche la mia amica si trovò in seria difficoltà, ma ce la fece anch'ella. All'improvviso la temperatura scese notevolmente che iniziò una fitta nevicata, la classica bufera di neve che non ti aspetti se si considera il periodo, ma arrivò e si fece sempre piu' intensa. Non potemmo ne fermarci ne tornare indietro dopo tutte quelle ore di cammino, quindi proseguimmo attraversando una stretta cengia attrezzata da funi metalliche non sicure per l'assenza, in alcuni punti, dei pioli di aggancio nella roccia.

La neve pian piano terminava ma divenne ben presto una pioggia da paura, che non ci dava tregua; ero fradicio fin dentro le mutande, ma dopo un'ora abbondante finalmente intravedemmo il rifugio Pedrotti, facemmo un ultimo sforzo ed eccoci già dentro ad ordinare tutto ciò che era caldo....

Mangiammo a sazietà e ci riposammo fino a riprendere, nonostante eravamo provati e assai stanchi, il percorso sulla via del ritorno. Pochi minuti e arrivammo fin su alla Bocca di Brenta, dove aveva nevicato da poco, anche lì. La neve era fresca e molto scivolso, ci coprimmo bene, c'erano 3 gradi sotto lo zero, quindi il freddo era notevole, e iniziammo lentamente e con prudenza a scendere per giungere presso il rifugio Brentei a ore 2 circa.

Altro sentiero terribile, funi metalliche ad aiutarci nella discesa di quello che definìi la discesa per l'inferno. Un po' di fatica ma scendemmo fino ad arrivare su un bel nevaio da cui ormai era un gioco da ragazzi proseguire. Finalmente, giunti presso il rifugio Brenteim, ci cambiammo gli abiti, ci riposammo pochi minuti e subito via verso valle dove i nostri cari ci stavano aspettando impazientemente. Avevo le gambe a pezzi, ero praticamente un tronco che camminava a stento, non vedevo l'ora di mangiare e farmi una super doccia seguita da un lungo e interminante sonno.

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Soleggiato
-5 °C | 23 °F

Viaggiatore

No foto
Nome: Fabrizio
Età: 26-33
Stile viaggio: Con amici

Viaggio

Un'escursione lungo il sentiero Orsi , Italia
Continente: Europa
Nazione: Italia
Città: Sant'Antonio Di Mavignola
Periodo: Ago 2006
Durata: -
Visualizzazioni: 1359

Esperienze di viaggio

Pregi: Panorama meraviglioso, ambiente suggestivo!
Difetti: La nebbia!
Il Viaggio è stato: Non bello Non bello

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