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02 Maggio 2010
24 ore ad Alicante Premessa e dettagli organizzativi Il viaggio descritto di seguito è stato effettuato dal sottoscritto assieme ad un amico (di seguito, Amico 1) tra il 26 Aprile 2010 ed il 27 Aprile 2010. Il viaggio aveva più obiettivi: passare un po' di tempo assieme, considerati gli impegni (soprattutto di Amico 1, non miei), andare a trovare un po' di caldo, considerato il fatto che in Italia (almeno al Nord) la primavera tardava ad arrivare, scoprire e vedere qualcosa di nuovo e culturalmente valido, e, non da ultimo, trovare anche il modo di divertirsi in una serata che è risaputo essere piuttosto morta (la notte del lunedì). La meta inizialmente scelta era Madrid, con la volontà di sfruttare al meglio i cambi turno di Amico 1, ma, complice l'impossibilità logica di stare fuori casa 3 giorni quando i giorni disponibili sono solamente 2 (vero Amico 1, pensarci un po' prima no?!?!), in fretta e furia si è dovuto modificare tutto il progetto. Fortunatamente, io avevo preparato una lista di potenziali destinazioni, elencate in ordine alfabetico, con specificati aeroporti ed orari di partenza, nonché prezzi migliori dei voli esistenti al momento sul mercato. Detta così sembra una cosa immane, ma, in fin dei conti, era una lista di destinazioni con voli giornalieri dai due aeroporti più vicini alla zona in cui entrambi abitiamo: Bologna e Bergamo, considerato che a Verona e a Brescia, ad oggi, le compagnie low cost sono ancora lontane dall'essere sviluppate. Poiché Alicante era la prima della lista, Amico 1, cui spettava il compito di selezionare la meta (mentre io avrei pensato a tutta la parte organizzativa), ritengo ancora oggi senza guardare oltre la prima riga, un sabato mattina di fine marzo, sentenziava: "Andiamo ad Alicante Si, Alicante". Del tutto inutili si rivelavano essere le mie titubanze, non tanto sulla scelta, quanto nel modo in cui la stessa fosse avvenuta. E così, all'inizio di marzo, iniziavo a pianificare il finto w-e (o il fanta w-e) di Lorenzo ed Amico 1, cercando di ottimizzare tutte le spese e di liberare, in questo modo, più risorse possibili da spendere una volta giunti a destinazione. Ecco il riepilogo delle spese al netto degli extra: voli Ryanair BGY-ALI a 67,96 € (prezzo per 2 biglietti A/R), parcheggio a BG (Parcheggio Zani) a 12,50 €, Hostal ad Alicante a 34,25 € (prezzo della camera doppia per una notte). A queste spese, si sono dovuti aggiungere i costi dell'autostrada (10,20 €), del trasporto tra l'aeroporto di arrivo ed il centro città e viceversa (2,60 € a persona per tratta), nonché della benzina per lo spostamento casa-aeroporto e viceversa (quantificate in modo forfettario in 30,00 €). 1° giorno: 26 Aprile 2010 Dopo aver temuto il peggio a causa dei problemi legati all'eruzione del vulcano in Islanda e degli stop imposti ai voli, nonché dei ritardi biblici accumulati dai trasporti aerei, il 26 Aprile alle 11:30 io ed Amico 1 ci troviamo direttamente a casa mia pronti per partire, anche perché sul sito di Ryanair la prenotazione ed il volo risultavano essere confermati. Appena partiti, Amico 1 si accorge di aver dimenticato il giubbotto a casa e, per questo, iniziamo il viaggio con qualche minuti di ritardo, ma senza nessun patema, considerato l'abbondante tempo a disposizione. Viaggio in autostrada molto tranquillo: da CR a BS la strada è praticamente vuota, mentre da BS a BG è solo scarsamente trafficata. Seguono piccoli problemi per la ricerca del parcheggio, nonostante la presenza del navigatore satellitare e delle cartine stampate da ViaMichelin. Sinceramente, tale situazione è da addebitare al fatto che Amico 1 trova poco verosimili le istruzioni del navigatore ed inizia a girovagare nella periferia di Orio al Serio alla ricerca di una strada che "aveva fatto qualche tempo prima, dopo essersi perso alla ricerca del parcheggio Park to Fly". Dopo qualche km a vuoto, e, soprattutto, dopo aver ascoltato le istruzioni del navigatore, arriviamo al parcheggio dove consegniamo l'auto, tenendoci però le chiavi. Dal parcheggio all'aeroporto occorrono circa 10 minuti di navetta che, attorno alle 13:15, ci scarica alle "partenze". Finora è andato tutto liscio, molto preoccupante Infatti, appena entrati, scopriamo che il solo volo con partenza ritardata di 45 minuti è il nostro: prima delle 15:30 non avremmo spiccato il volo verso la Spagna. Molto bene, abbiamo 24 ore di vacanza, e già una ci tocca perderla in aeroporto! Che fare? Dopo un po' di imprecazioni verso il dio protettore dei viaggiatori, segue la decisione unanime (siamo in due, ma non è detto si sia sempre d'accordo) di testare i bar dell'aeroporto, così tanto per trasformare il gusto amaro del ritardo nel più dolce sapore della birra. Complice la necessità di Amico 1 di acquistare le sigarette, veniamo informati che il solo tabaccaio aperto è quello vicino ai gate e, per questo, dobbiamo varcare il metal detector. Qui si verifica un problema, e chi conosce Ryanair sa quanto possa essere grave: i nostri trolley, nonostante le dimensioni ridotte, non entrano nelle famigerate gabbie Siamo sbigottiti: il banco destinato ai check in è chiuso e, in ogni caso, nessuno di noi ha voglia di spendere 35 € per imbarcare un trolley con le dimensioni di uno zaino per bambini delle scuole elementari. Considerato che i trolley sono rigidi, il solo modo che rimane è quello di ridurre forzatamente le loro dimensioni e/o di spaccare le gabbie. La soluzione trovata è intermedia: al controllo (io non so perché a BG siano così ligi al dovere), entrambi riusciamo ad incastrare i trolley dentro le gabbie con un duplice sforzo sovraumano, uno per farli entrare, ed uno per riuscire a toglierli. Gli addetti ci osservano con sguardi che sembrano dire "quanto siete patetici!" e ci fanno segno di passare. Però gli ostacoli non sono finiti: un agente zelante mi prende di mira e decide di perquisire la mia valigia. Dopo aver misurato tutto il misurabile, guardato che effettivamente i medicinali fossero tali, controllato anche ciò che avevo in tasca, mi fa buttare la schiuma per capelli, perché contenuta in un recipiente non idoneo al volo (si, il barattolo era da 150 ml, ma all'interno ne restavano si e no 10 ml). Anche questa volta devo partire senza qualcosa Dopo aver fatto un po' di spesa, aver consumato un paio di birre ed esserci interrogati sul motivo per cui solo il nostro volo dovesse portare ritardo, inizia l'imbarco, e puntualmente in ritardo, saliamo a piedi sull'aereo: volo stranamente pieno, mai lo avrei creduto un lunedì pomeriggio. Sull'aereo ci sediamo all'altezza delle ali: per Amico 1 (alto oltre 1,90 m) è l'ideale, per me il posto peggiore, perché tutti i saltellamenti sono puntualmente recepiti ed enfatizzati dalle mie orecchie un po' malandate. In ogni caso, il viaggio fila liscio, e la noia è ingannata leggendo la rivista di Ryanair ed ascoltando i vari messaggi promozionali che riempiono i voli della compagnia irlandese. Attorno alle 17:30 atterriamo senza dover sopportare il suono festante delle trombe di Ryanair. Il tempo è soleggiato e ci sono almeno 10 gradi in più che a casa, bellissimo! A questo punto inizia formalmente la vacanza. Saliamo sul bus C-6, paghiamo il biglietto (2,60 €) e dopo circa 20-30 minuti scendiamo alla fermata "Mercado Central", ovvero la più vicina all'hostal La Lonja, cioè la struttura che ci ospiterà per il nostro breve soggiorno. L'impatto non è un granché: odore di pesce (proveniente dal vicino mercato) ed un cantiere direttamente all'interno dell'hostal, che risulta essere in ristrutturazione. Alla reception, il personale non parla che spagnolo, ma le semplici formalità sono sbrigate in pochi minuti e, dopo aver ricevuto la pessima notizia della mancanza del secador (cioè dell'asciugacapelli), io ed Amico 1 ci dirigiamo verso la camera, posta all'ultimo piano e quindi sufficientemente lontana dai rumori. La dimensione della camera è a dir poco modesta, ed il bagno è ancora più piccolo Dopo tutto, entrambi saranno utilizzati per poche ore e, scherzandoci su, appoggiamo i bagagli, ci rinfreschiamo un po', e partiamo verso la scoperta di Alicante. Grazie alle cartine, orientarsi risulta essere piuttosto semplice: Alicante, nella sua parte centrale, risulta essere abbastanza facile da comprendere. Le due "aree" principali sono quella del porto (Explanada de Espana, zona del porto turistico e Playa del Postiguet) e quella del centro storico (Casco Antiquo, se non erro). Le due aree, idealmente, sono unite dalla Rambla, ossia la via dei locali. Lungo queste zone si anima la vita notturna e non della città spagnola. Tuttavia, occorre ricordare che Alicante non è così piccola come si potrebbe pensare, ma, di fatto, la sua anima è concentrata in qualche km di strada. O almeno questa è la sensazione che ho avuto io. Iniziamo a girovagare senza meta lungo le vie del centro storico, notando le evidenti influenze arabe che, da queste parti, sono facilmente visibili. Notevole è anche il contrasto tra la parte vecchia della città, che ha mantenuto la propria struttura originaria, e la parte nuova, fatta di palazzoni non sempre belli da vedere. Inoltre, è chiaramente evidente anche la crisi economica: molti cartelli indicanti locali in vendita/affitto o definitivamente chiusi. Tuttavia, è possibile anche supporre che tale situazione sia legata al fatto che la fine di Aprile non possa definirsi ancora "stagione di vacanze". Girovagando, oltre alle bellezze locali, notiamo anche tipi un po' loschi e signorine che mi trovano oltremodo affascinante: decidiamo che non è il caso di continuare a bazzicare in queste vie e ci portiamo verso il mare, per poi risalire verso il centro storico e ridiscendere ancora senza soluzione di continuità. In questo modo viene fame (e anche sete): ci fermiamo in una delle piazzette del centro (Santissima Fez, o qualcosa di simile), ordiniamo un paio di birre e ci facciamo anche un paio di tapas. Spendiamo un patrimonio, e decidiamo di cambiare locale. Ne troviamo uno sulla Rambla: probabilmente non è il più conveniente, ma stabiliamo che sarà il nostro punto di riferimento, anche perché il gestore si sforza di parlarci in italiano. Personalmente lo apprezzo molto: è giusto che i turisti parlino inglese, ma i gestori dovrebbero essere più spronati a parlare l'idioma degli avventori. E quindi, un paio di birre pure qui ed anche qualche pintxo: spesa molto più ragionevole, e, per me, iniziano i primi problemi di focalizzazione delle immagini. Come mai?!?! Torniamo in albergo, ci incastriamo tra i letti e l'armadio, ci facciamo una doccia e verso le 21:30 siamo pronti per la cena, in perfetto orario per lo stile di vita spagnolo. Alla reception ci consigliano un paio di locali, ma, dopo averli visti, avrei sfidato chiunque ad entrarvi e, di conseguenza, parte la caccia al ristorante non per turisti Dopo aver constatato che tre locali su tre tra quelli individuati attraverso Internet sono chiusi, entriamo al Bodeguita 1999, in pieno centro storico. Il locale non è male, un po' di odore di fumo e di fritto, ma dopo un po' ci si abitua. Il menù (peraltro scritto solo in inglese e spagnolo) non risulta essere utile più di tanto, perché sappiamo già cosa ordinare: paella alicantina (che dovrebbe essere un po' diversa da quella tradizionale) ed un litro di sangria, cui, dopo poco, ne segue un altro e forse qualcos'altro ancora, ma non ricordo bene. Spesa totale accettabile, anche se né io né Amico 1 abbiamo trovato la differenza tra la paella mangiata e quella valenciana o quella "di marisco". Va beh, sarà per la prossima volta. Usciamo ed iniziamo il tour dei locali, o meglio, di quelli aperti il lunedì sera. Ci fermiamo al Soho, un bar in un giardino lungo la Rambla, beviamo un paio di vini rossi (ma quanto sono migliori quelli italiani?!?!) e decidiamo che non ci metteremo più piede in vita nostra, anche perché ha dei prezzi veramente elevati. Continuiamo la ricerca e ci dirigiamo verso il porto: un paio di locali sono aperti, ma la frequentazione è piuttosto limitata. Non ci facciamo indurre in tentazione dalla pr di turno e decidiamo di tornare verso il centro. Quando ormai siamo sul punto di giudicare negativamente la vita notturna di Alicante, entriamo all'Havana. Per essere lunedì sera c'è molta gente, e tante ragazze che, nei locali delle nostre parti, difficilmente vedremmo in un venerdì sera estivo. Molti avventori sono italiani (credo ragazzi che partecipano al progetto Erasmus), ma pur non essendo un'idea esaltante, ci auto-convinciamo a rimanere e passare un po' di tempo tra persone che, mediamente, hanno 10-15 anni meno di noi. Siccome siamo convinti sostenitori del fatto che non si possa stare in un locale senza bere, ci spariamo un paio di birre ed un paio di cocktail (io solo uno, ad essere sinceri). Dopo un po' di tempo che non saprei quantificare, decidiamo di tornare verso il porto, con l'illusione che la popolazione over 30 sia lì. Al porto, grazie alle sue forme, una pr che parla una lingua mista tra rumeno, inglese, spagnolo e tedesco ci convince ad entrare in uno dei due locali aperti dove, oltre a me ed Amico 1, risultano esserci si e no 10 persone, credo tutte convinte dalle forme della pr. Dopo aver consumato, è il turno della pr del secondo locale che ci propone "2 birre per 2 €": come rifiutare? Questa offerta credo sia frutto del fascino di Amico 1, ma lui si ostina a dire che si è trattato di una sfida per vedere il nostro coraggio. In ogni caso anche qui il numero complessivo di persone presenti non supera le 15 unità. Decidiamo così di tornare all'Havana, se non dopo aver fatto foto alle strade di Alicante desolatamente vuote, solo qua e là animate da qualche turista o studente o fancazzista che fa la spola tra il porto e la Rambla. All'Havana, tuttavia, la musica è cambiata: meno gente, molti più uomini, e quella malinconica atmosfera di festa giunta al termine Ce ne andiamo a letto, contenti di aver raggiunto l'obiettivo di aver fatto "notte" il lunedì sera e un po' rattristati dal fatto che questo obiettivo sia stato raggiunto in mezzo a dei ventenni. 2° giorno: 27 Aprile 2010 Secondo il nostro programma, oggi è la giornata dedicata alla scoperta della città, alla visita del castello ed al giro (eventuale) dei musei. Alle 8:30 siamo già in pista e, dopo aver pagato il conto, lasciato i bagagli al deposito dell'albergo e chiarito all'operatore della reception che saremmo tornati nel pomeriggio, iniziamo la visita culturale per Alicante. Rapida colazione in un bar, al cui interno l'acre odore di sigaro toscano riusciva a cambiare il sapore di tutti i cibi disponibili, visita all'ufficio turistico per le informazioni del caso (in realtà tutte quelle necessarie erano già in nostro possesso) e pianificazione delle mete da vedere. Dopo aver percorso le strade fatte anche il giorno precedente, ci facciamo una lunga passeggiata lungo la spiaggia e lungo la struttura in ferro sovrastante il molo di fianco al porto turistico. Questa passeggiata, fatta in Aprile tra i turisti tedeschi ed inglesi ottuagenari non è un granché, ma nei mesi estivi dovrebbe essere molto più piacevole. Fatte le foto del caso, prendiamo l'ascensore che ci porta dal livello del mare, a circa 150 metri d'altezza dove sorge la fortezza che sovrasta Alicante: il castello di S. Barbara. Di fatto, si tratta di una roccaforte che lungo il corso dei secoli, è servita ai diversi popoli che hanno dominato la città come punto di avvistamento e baluardo difensivo durante le svariate battaglie. Proprio per questo motivo, ad esempio, è possibile trovare all'interno testimonianze del passaggio dei romani o degli arabi. Dall'alto, il panorama è veramente bello, peccato per la foschia. Tuttavia, da questa altezza Alicante appare in tutta la sua dimensione, e si possono vedere anche i paesi vicini. La discesa dalla fortezza la percorriamo lungo le mura e le vie che salgono sulla collina: in questo modo, vediamo e visitiamo anche il parco che vi sorge che, se non sbaglio, dovrebbe chiamarsi "Parco de la Ereta". Alla base del parco si può visitare una specie di museo dell'acqua, la cui attrazione principale è il "Pozzo di Garrigos", cioè un vero e proprio pozzo, fatto da un paio di caverne completamente oscure. A me ha fatto molta impressione: oltre a non vedere proprio nulla, ho rischiato più volte di dare testate contro un muro e di ribaltarmi a causa di una transenna che non avevo notato. Prima di allora, non ero mai entrato in un pozzo! Considerata l'ora, ci fermiamo in un bar per un break ed analizziamo con cura tutte le donne che passano. E' divertente notare come le turiste nordiche indossino sandali, short e canottiere, mentre le persone locali girino ancora con gli stivali e la giacca. Proseguiamo il nostro giro, andando verso il Castillo di San Fernando, ossia una seconda rocca, di cui oggi rimangono solo rovine, che caratterizza la città di Alicante. Dietro la rocca, il parco sportivo, il conservatorio ed un gran bel parco. Qui, dietro le pressanti richieste del sottoscritto, ci fermiamo a guardare le prove di un gruppo di danzatrici che, molto probabilmente, stavano preparando uno spettacolo. Prima che chiamassero la polizia, e prima che io mi mettessi a sbavare in maniera troppo evidente, riprendiamo il nostro giro verso la Plaza de Toros ed il museo taurino, una tipicità di tutte le località spagnole. Purtroppo l'arena è chiusa ed il museo, di per sé carino, non risulta essere molto godibile, anche perché la corrida non appartiene alla nostra cultura. In ogni caso, cimeli di matador, teste, orecchie ed altre parti di toro sono a disposizione dell'interesse dei turisti. Essendo ormai giunta l'ora di pranzo, torniamo sulla Rambla nel nostro locale di riferimento e decidiamo per il pranzo. Io, forse complice la quantità di alcol ingerita la sera precedente, non ho molta fame e bevo solo acqua e prendo 2-3 pintxo, ma noto che anche Amico 1 non ha una fame da lupi. A questo punto ci sarebbero i musei, il MARQ e quello dedicato ai cimeli della Festa di S. Antonio. Poi, siccome ad Alicante esiste anche il lungomare, per l'ora successiva facciamo lo stesso seduti su una panchina di fronte alla spiaggia, cogliendo l'occasione per prendere anche un po' di sole. E' ormai tempo di shopping e di farsi fregare un po' di soldi. Andiamo sull'Explanada de Espana, e, dopo un giro di perlustrazione, compro un paio di piattini con la scritta Alicante (per il prezzo dovrebbero essere di qualche pietra millenaria!) e la calamita da attaccare sul frigorifero di casa o da mettere sulle mensole in mezzo ad altri oggetti "cattura polvere". Amico 1, al contrario, decide che farà tutto in aeroporto, pur correndo il rischio di pagare uno sproposito qualsiasi oggetto. Il tempo della partenza si avvicina, torniamo a prendere i bagagli e mestamente prendiamo il bus C-6 verso l'aeroporto, cui arriviamo molto presto: ad Alicante, senza poter andare in spiaggia, non avremmo saputo che fare. All'aeroporto, invece, potremo entrare in tutti i negozi, toccare tutti gli articoli ed uscire senza comprare nulla! Prima dell'imbarco, mi accadono almeno due eventi degni di nota. Ecco il primo: colto dal terrore di non poter schiacciare oltremodo il mio trolley a causa del maglione in più messo all'interno, decido di testare ancora le gabbie della Ryanair. Non so per quale ragione, il trolley entra ma non ne vuole sapere di uscire: per almeno 10 minuti, tra l'ilarità generale (di certo quella di Amico 1 che anziché aiutarmi faceva finta di non conoscermi!) sono stato in ginocchio a tentare sbloccare il tutto. Alla fine, riesco nell'impresa e, come niente fosse, me ne vado al metal detector, conscio della figuraccia fatta. Il secondo episodio mi vede ancora una volta protagonista, ed ancora una volta come soggetto passivo. Al metal detector, nonostante Amico 1 avesse in valigia gel in confezione da 250 ml e bagnoschiuma in confezione ancora più grossa, gli agenti non dicono nulla e gli permettono di imbarcare roba che, il giorno prima a BG mi avrebbe probabilmente portato davanti ad un magistrato. Sberleffi e derisioni sono proseguiti per tutta la parte rimanente del viaggio. Alle 20:00 inizia l'imbarco per il volo di ritorno. Come ormai tradizione per Ryanair, tutti a piedi! Il volo parte in orario, e nonostante un po' di turbolenze, si arriva a BG alle 22:45, giusto in tempo per sentire lo squillo di trombe con cui la compagnia aerea autocelebra la propria puntualità. Per il resto, nulla di particolare, se non le solite promozioni. All'arrivo la navetta del parcheggio è già ad aspettarci, ed in circa 3 minuti ci porta alla nostra auto. La velocità tenuta dall'autista è pari a quella che i piloti tegono durante la fase di decollo. Il tragitto per casa si rivela più difficoltoso del previsto, anche perché fino all'ultimo non sappiamo quale strada percorrere. In ogni caso, alle 00:30 siamo a casa e, dopo un'indispensabile doccia, filo a letto. La mattina dopo alle 9:00 devo essere a 80 km da casa per una riunione di lavoro. Conclusioni Sinceramente, avevo qualche remora sulla destinazione e nutrivo più di qualche perplessità. Devo ricredermi: per un paio di giorni, Alicante, può essere un ottimo modo per rompere il ritmo e può rappresentare una buona soluzione per passare qualche ora con persone che, complici gli impegni, non si possono vedere facilmente. Tuttavia, se la durata del soggiorno fosse più lunga, oltre alla vita da spiaggia, non credo possano esserci molte alternative e, forse questo è il vero limite della destinazione. Alicante, difatti, mi sembra una città turistica, fatta e costruita ad uso e consumo del cosiddetto "turismo di massa", ma ciò non è necessariamente negativo. Divertimenti e svaghi sembrano non mancare, grazie anche alla folta popolazione universitaria, ma anche le famiglie ritengo possano trovare un buon compromesso, magari migliore di qualche destinazione domestica. Sulla convenienza economica della destinazione non posso dire nulla: non so quanto ho speso e, in tutta verità, non mi interessa nemmeno. Tornerei ad Alicante? Probabilmente si. A fare cosa? Non so. Ti è piaciuto 24 Ore Ad Alicante in Spagna e hai già visitato Alicante in Spagna?
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MeteoAlicante ![]() Sereno 22 °C | 71.6 °F Viaggio24 Ore Ad Alicante, Spagna
Continente: Europa
Nazione: Spagna
Città: Alicante
Periodo: Apr 2010
Durata: 1 giorno
Visualizzazioni: 2550
Esperienze di viaggioPregi: Zona turistica
Vita notturna sufficiente per un lunedì sera
Per una giornata è OK.
Difetti: Per soggiorni lunghi credo occorra "inventarsi" qualcosa da fare oltre alla vita da spiaggia.
Il Viaggio è stato: Ok
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